GRUPPO ESPLORAZIONE AEROMARITTIMA GUARDIA DI FINANZA

Gruppo Esplorazione Aeromarittima Guardia Finanza
ATR-42MP del Gruppo Esplorazione Aeromarittima GdiF.

Il Gruppo Esplorazione Aeromarittima è ad oggi l’unico Reparto ad ala fissa del Corpo della Guardia di Finanza. Esso trae le proprie origini dalla creazione nel 1991 del II° Gruppo Aereo in concomitanza dell’arrivo del primo aereomobile ad ala fissa, il Piaggio P-166 DL3, al comando del Ten.Col.pil. Antonino Sarica. Nel 1996, l’arrivo del nuovo velivolo ATR-42 ha aperto le porte al cammino che ha condotto all’attuale assetto organizzativo del Reparto, all’attuale nome, “Gruppo Esplorazione Aeromarittima” e dal motto che i militari leggono ogni giorno varcando le porte di accesso agli hangar, “Con il Rostro e con l’Artiglio”, indice della tenacia, della caparbietà e della passione con cui ogni militare affrontale attività quotidiane.

A seguito delle recenti direttive previste dal Decreto Legislativo D.lgs. 19 agosto 2016 n.177, il cosiddetto Decreto Madia, che mira alla razionalizzazione dei compiti delle Forze dell’Ordine in Italia, la Guardia di Finanza è l’unica forza di Polizia, ad oggi, ad avere l’incarico di garantire la sicurezza in mare, ad eccezione delle competenze specifiche riservate alla Capitaneria di Porto nelle funzioni di Guardia Costiera.

I militari della Guardia di Finanza che compongono il Comparto Aeronavale, con il proprio quotidiano impegno, espresso nella oltre centenaria storia, hanno indotto il Legislatore ad investire le Fiamme Gialle del compito di tutelare a mare la finanza e la sicurezza pubblica dello Stato. Ad oggi quindi, la GdiF è l’unica Forza di Polizia italiana ad essere dotata di mezzi aerei e navali per il controllo delle frontiere ed il contrasto dei traffici illeciti perpetrati via mare verso le coste italiane.

Nel dettaglio il GEA, con sede presso l’aeroporto di Pratica di Mare (Pomezia), provvede alla lotta all’immigrazione clandestina, al contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, prevenzione e repressione del contrabbando, contrasto al traffico di armi ed attività di polizia ambientale, avvalendosi di una flotta di un ATR-42-500MP (Multi-Purpose), un ATR 42-500 in versione “green” (da trasporto), da due ATR-42-400MP, da due P 180 Avanti II per trasporto VIP e 6 Piaggio P166 tutti dell’ultimo Mid Life Upgrade DP1, denominato “Piaggione”, per pattugliamento a corto-medio raggio.

Nel mio articolo tratterò prevalentemente l’ATR-42 velivolo che, oltre ad essere la punta di diamante del reparto, è quello sul quale ho avuto la possibilità di imbarcarmi per seguire una missione di pattugliamento addestrativa già pianificata.



L’ATR-42MP, derivato dall’omonimo velivolo commerciale prodotto dal consorzio ATR (Avions de Transport Regional) francese in collaborazione con l’italiana Leonardo, rappresenta la piattaforma tecnologica più avanzata attualmente a disposizione della GdiF. Il velivolo dispone del sistema di missione ATOS aggiornato(Airborne Tactical Observation and Surveillance), installato nella cabina posteriore. L’ATOS progettato da Selex Galileo, oggi divisione Leonardo,è un sistema che cattura i dati attraverso sensori esterni per poi trasformarli in immagini che vengono visualizzate in tempo reale dall’operatore sull’apposita consolle.

La console principale è di tipo pallettizzata, quindi rapidamente removibile dal vano cabina, ed è costituita da due postazioni perfettamente intercambiabili denominate MOC 1 e 2 (MultifunctionOpe-rating Consolle) dove ogni operatore ha a disposizione un monitor multifunzione, uno secondario il Programmable Entry Panel (PEP), un joystick e un pannello comandi, su entrambe possono essere visualizzate le immagini trasmesse dalla torretta FLIR SYSTEM StarSafire 380-HD o dal Radar Raytheon SeaVue 2022.

Il SeaVue, posizionato nel radome ventrale anteriore, è in grado di coprire distanze fino a 256 miglia nautiche e di effettuare rilevazione di imbarcazioni molto veloci e con bassa riflessione radar.La torretta Flir System è invece installata in corrispondenza della parte posteriore destra del carrello principale ed è un gruppo elettro-ottico composto da una piattaforma girostabilizzata operante a 360° con al suo interno 5 differenti paylods: una Videocamera a colori ad alta risoluzione (HDEO), una camera al alta risoluzione per le condizioni di bassa luminosità (LLTV), una telecamera all’infrarosso ad alta risoluzione (HDIR), una camera infrarosso ad onde piccole (SWIR) per il miglioramento della risoluzione di immagine e di un laser pointer. Questi sensori consentono di aver immagini estremamente stabili anche in presenza di elevati ratei di virata del velivolo, nonché di riconoscere, identificare e localizzare gli obiettivi di superficie sia di giorno che di notte. 


 
L’equipaggio standard per le missioni di pattugliamento è composto da due piloti, Comandante e Co-pilota, un TACCO (Tactical Operator) due operatori di sistema e due operatori per la ricerca e soccorso. Il TACCO svolge la funzione di coordinatore e capo missione, i due operatori ai sistemi svolgono le attività sulle consolle MOC 1 e 2, infine i due operatori per la ricerca e soccorso hanno la funzione di osservatori posizionati presso le “bubble windows” (in caso di necessità si occupano inoltre del lancio dei battellini di salvataggio presenti sull’ATR).

L’ATR-42MP, oltre alla principale missione di pattugliamento,per la quale può essere dotato didue pods per alloggiare il faro di ricerca ed il cannoncino da 12,7 mm, può essere facilmente e rapidamente riconfigurato per l’effettuazione di molteplici tipologie di missioni, quali ad esempio: Controllo Ambientale, MedEvac, SAR, Trasporto passeggeri, Trasporto merci ed Aviolancio di paracadutisti.

Come già anticipato, durante la mia visita al GEA ho avuto l’opportunità di prendere parte ad una missione standard pianificata a bordo di un ATR42-400 per comprendere al meglio l’attività svolta dagli uomini del reparto e le peculiarità del velivolo. La missione ha previsto una prima parte di volo congiunto con un velivolo P-166 ed una seconda parte di pattugliamento in mare. L’equipaggio era composto dal Comandante del GEA (Col. t.SFP. pil. Roberto Bencivenni), dal Magg. Pilota Leonardo Ornelli, Cap. Pilota Giovanni Maria Ruggiero, dagli operatori di sistema Maresciallo Ordinario Floriana Scirocco e Maresciallo Ordinario Cristian Mancarella, dallo specialista di bordo Brigadiere Capo Pasquale Mei ed infine il Cap. Pilota Raffaele Rocconi quale coordinatore dell’attività.

Durante l’attività ho potuto riscontrare l’efficacia dei sistemi di bordo e l’abilità del personale nel saper discriminare le potenziali minacce.Il sistema automatico di identificazione (AIS), composto da un ricetrasmettitore VHF, collegato ad un segnalatore di posizione GPS e agli gli strumenti di navigazione delle imbarcazioni, fornisce i dati cinematici, le informazioni generali dell’imbarcazione, ma soprattutto genera segnali di allarme in caso di possibile collisione. Tutte le tracce acquisite dal radar che non hanno l’identificativo AIS vengono investigate dagli operatori di sistema e successivamente trascritte nel Mission Report che l’equipaggio redige al termine di ogni sortita operativa. I piloti hanno la possibilità di visionare, mediante lo schermo ad alta risoluzione posto in piantana, quanto lavorato dalle due MOC così da poter prendere le migliori decisioni possibili e nel minor tempo possibile, per allertare, in caso di necessità, la competente Centrale di Coordinamento del Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare ed attivare il dispositivo d’interdizione. La missione è stata di breve durata, circa 2 ore, ma grazie alla grande autonomia del velivolo, le stesse possono durare fino ad 8 ore. 











Di recente il GEA è stato oggetto di importanti novità: dal 2018 la manutenzione programmata delle 1.200 ore non viene più eseguita dalla ditta ma direttamente dal personale del GEA, garantendo un notevole risparmio a livello economico. Si tratta di un intervento invasivo che prevede la rimozione e controllo delle principali parti del velivolo, fusoliera inclusa. Il primo intervento di questo tipo è stato eseguito sul P166.

L’altra importante novità riguarda la prima fase di formazione dei nuovi pilotiad ala fissa che non avviene presso la scuola di volo AM di Latina, ma negli Stati Uniti: gli Ufficiali Allievi, infatti, seguono una prima fase di formazione teorica presso NAS Pensacola, Florida, per poi addestrarsi in volo a bordo del T-6B Texan II alla NAS Whiting Field, Florida, ed infine sul T-44C presso NAS Corpus Christi, Texas.

In definitiva possiamo affermare che le operazioni di servizio del GEA hanno contribuito ad accrescere il prestigio della GdiF in ambito nazionale ed internazionale. La componente aerea della GdiF ha infatti fornito un contributo fondamentale alla lotta contro l’immigrazione clandestina sin dall’insorgere delle prime manifestazioni del fenomeno, tramite l’impiego di uomini e mezzi in numerose iniziative operative internazionali.

Il Corpo ha attivamente partecipato alle missioni promosse nel Mar Mediterraneo dall’Agenzia Europea “FRONTEX”, sin dalla sua istituzione avvenuta il 26 ottobre 2004 con il decreto del Consiglio dell’Unione Europea n.2007, al fine di coordinare le missioni di pattugliamento delle frontiere aeree, marittime e terrestri degli Stati della UE e appoggiare gli stati membri in operazioni comuni di rimpatrio dei migranti irregolari. Oggi, nell’ambito dei progetti operativi promossi dalla European Border and Coast Guard Agency (FRONTEX), nuova denominazione dell’Agenzia, introdotta con regolamento 2016/1624 del parlamento europeo e del consiglio del 14 settembre 2016, la GdiF coordina l’operazione ex Triton oggi Themis per il controllo e la difesa delle frontiere europee nel mediterraneo.

IL FUTURO DEL GEA 

Photo Credit: Aeronautica Militare

Nello scorso mese di luglio, la Guardia di Finanza ha firmato con Leonardo un contratto per la fornitura di un ATR-72MP e relativi servizi di supporto tecnico-logistico ed addestrativi, più un’opzione per altri 3 velivoli.

Il primo ATR-72MP, sviluppato e prodotto partendo dalla piattaforma del moderno aereo regionale turboelica ATR-72-600, verrà consegnato al GEA al termine del 2019. Progressivamente tutti gli ATR-42 verranno sostituiti dal più moderno e performante velivolo già utilizzato con successo dal 41° Stormo Antisom dell’Aeronautica Militare di Sigonella. 


Concludo il mio report con uno speciale ringraziamento al Cap. Pilota Raffaele Rocconi, per la grande accoglienza riservatami e per il supporto fornito prima, durante e dopo l’attività. Grazie per avermi permesso di partecipare, condividere e far conoscere ai nostri lettori ciò che il reparto svolge ogni giorno con tanta passione e dedizione. Inoltre ringrazio il Comandante del GEA, Col. t.SFP. pil. Roberto Bencivenni e gli equipaggi dell’ATR-42 e P166 per la collaborazione ed assistenza offerta durante tutta la missione. 

Infine, un sentito ringraziamento al Lgt. Serafini dell'Ufficio Stampa GdiF per aver reso possibile la realizzazione di questo report.

Testo e Immagini: Matteo Sanzani

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