BALTIC BEES: INTERVISTA AD ALESSANDRO SCORRANO - JET N.6

Abbiamo incontrato il team acrobatico lituano Baltic Bees durante la loro prima apparizione in Italia in occasione del Bellaria Airshow 2018, Rimini.

Baltic Bees team acrobatico lituano
Alessandro Scorrano, pilota jet n.6 Baltic Bees.

Durante i primi giorni i giugno, i Baltic Bees si sono rischierati presso l'aeroporto di Rimini per partecipare al Bellaria Airshow 2018 ed offrire l'opportunità a gente comune di volare su un jet acrobatico. Noi abbiamo incontrato Alessandro nella lounge del suo hotel, il quale ci ha raccontato del passato e dei piani futuri del Team.

Qual'è la parte più difficile della vostra esibizione?

La nostra esibizione si divide principalmente in 2 fasi: la prima prevede il volo in formazione di 6 velivoli, quindi con manovre più armoniose mentre la seconda fase, che ha inizio dopo una figura che si chiama "La Cascata" (che ricorda la bomba delle frecce), rappresenta la parte più dinamica. Riguardo ai ruoli, il più difficile è quello del velivolo di testa: il leader deve mantenere una posizione molto precisa perché deve guidare i velivoli dietro di lui ed in caso di errore la correzione non dev'essere immediata, ma molto dolce, anche se significa impiegarci più tempo. Questo è un momento in cui il pilota deve prestare la massima attenzione. Io sono il fanalino e posso rimanere più rilassato in quanto non mi segue nessuno.

Siamo rimasti molto colpiti dalla precisione della vostra formazione durante le prove. A proposito di questo, come vi orientate quando vi esibite in una zona sconosciuta? 

Questa domanda andrebbe fatta principalmente al leader perchè è lui che prende i punti di riferimento. In generale, prima di ogni airshow ci viene fornito un breafing con i vari punti di interesse, noi lo facciamo nostro e lo riportiamo da carta a digitale utilizzando Google Earth o Google Maps ed individuiamo i punti di riferimento (nella maggior parte dei casi sono visivi, come ad esempio a Bellaria c'è il canale al centro della display line e le boe ai confini). Le esibizioni sopra gli aeroporti sono più semplici poichè abbiamo la pista di atterraggio come riferimento.

Abbiamo notato che durante le prove siete rimasti molti alti e lontani dalla riva. Disposizione della direzione?

No, francamente non si vedeva nulla! Tutti pensano che fare un'esibizione sul mare sia più semplice e sicuro, ma quando l'orizzonte ed i colori del mare e del cielo coincidono, è molto difficile riuscire ad orientarsi. Se poi il mare è calmo non hai nemmeno l'increspatura delle onde a darti la prospettiva delle distanze. Noi facciamo tutto a occhio e non abbiamo un coordinatore a terra che ci dice quando cabrare. 

Voi vi addestrate solitamente a Riga dove il clima è molto più rigido rispetto al nostro. La temperature esterna incide sul comportamento del velivolo?

Sì, si nota parecchio. Le differenze tra volare in Lettonia ed in Italia si notano molto a livello di potenza del motore: con temperature basse od umidità di un certo tipo cambia la percentuale di potenza massima. In Italia l’ho riscontrato molto: con temperature calde il motore è meno potente, mentre con temperature rigide (aria più densa) il motore rende di più.

In patria noi ci fermiamo da novembre a marzo perchè in Lettonia è molto freddo, la temperatura arriva fino a -20° C, il livello delle nuvole è molto basso e non permette un addestramento continuativo. Gli aerei quindi entrano in manutenzione programmata e ritorniamo in 6 aeroplani verso aprile, iniziando con 2, poi 3, poi 4 a seconda di come escono dalla manutenzione, fino ad arrivare ad avere la formazione completa.

Come si comporta l'L-39 dal punto di vista acrobatico? Lo usate voi, lo usa il Breitling Jet Team, quindi si presta molto...

Dal punto di vista acrobatico si presta molto grazie all’ottima geometria dell’ala, fatta apposta per questo tipo di attività. Non a caso è l'addestratore a getto con più successo al mondo: ne hanno costruiti oltre 3.500 unità in 50 anni, inoltre la sua manutenzione è molto semplice. 

Lo scorso anno la Aero ha presentato il più avanzato L-39NG, pensate di passare al nuovo velivolo?  

Magari! Ma è troppo prematuro parlarne adesso. Noi abbiamo un accordo con la ditta Aero che è nostro sponsor/partner: dimostriamo come una macchina costruita mezzo secolo fa sia ancora altamente affidabile. Inoltre il velivolo è anche bello da vedere, nonostante la linea studiata 50 anni fa. Quest'anno ci hanno invitati a provare l'L-39NG che verrà presentato nel 3° trimestre del 2018 e per l’occasione verranno celebrati i 50 anni dal primo volo del primo L-39. L'ipotesi di passare all’NG non è realistica perchè il costo unitario della macchina non ci permetterebbe di sostenere il team.

Quest'anno avete un programma molto intenso, resterete però in Europa...

Quest'anno abbiamo date prevalentemente in Europa, ma il programma è ancora in via di definizione... L'anno scorso abbiamo raggiunto un record per il team: 19 esibizioni in airshow, stando anche 2 mesi in Cina. Quest'anno siamo stati in Senegal a Dakkar a marzo e prevediamo di andare in Iran a novembre e ad Astana in Kazakistan a Luglio.

Ovviamente fate molti scali.

Sì, considera che per andare in Cina ne abbiamo fatti 12!


Quest'anno ricorre il vostro 10° Anniversario: farete qualcosa? Un evento, uno special color?  

Organizzeremo un airshow il 4-5 agosto nella nostra base a Jurmala (a 60 Km da Riga): è un aeroporto della nostra azienda madre, ex militare Unione Sovietica, rimodernato e ricostruito come aeroporto privato, molto bello, con anche un museo interno.

Come nasce il nome Baltic Bees? 

10 anni fa il titolare dell’azienda a cui apparteniamo, ex pilota militare di L-39, ha avuto l’idea di creare un team acrobatico privato, senza un’impronta militare. Voleva creare un team family-friendly, con un look divertente. La Lettonia non è famosa per le api, ma le ha scelte suppongo (facendo parte del team da solo 1 anno e mezzo) perchè togliendo le rondini russe e i birds americani, le api fossero gli animali simpatici e non aggressivi per creare qualcosa di diverso dallo standard militare. Così come l'utilizzo del blu al posto del nero, una scelta più dolce (un L-39 colorato come ape era gia stato presentato come special color dall'aviazione ungherese, utilizzando il nero. Prendendo spunto da questo, l'hanno reso meno aggressivo, meno militare). Noto che pian piano c'è la tendenza ad occidentalizzarsi: abbiamo cambiato tutto l'equipaggiamento da russo ad occidentale, questo è il trend degli ultimi anni: tornare un pochino alla linea militare (non si utilizzano più le api sulle magliette... è un brand e basta). Cambiare colori forse no, magari un pò il design dell'aereo... 

Vi abbiamo visti all'esercitazione "Ample Strike", eravate presenti ad un evento militare insieme a dei SU-22 Polacchi...

Nella nostra flotta abbiamo 10 L-39 verniciati Baltic Bees, 3 dei quali sono in leasing all'aeronautica Lituana che li utilizza per il training per i controllori militari. E’ curioso che un'azienda privata abbia tanti jet quando uno Stato non ne possiede nemmeno uno.

Noi siamo soliti partecipare ad airshow organizzati dalle forze armate: l'anno scorso ci siamo esibiti al MAKS a Mosca, al Radom Airshow e molti altri. Solitamente molte forze armate ci invitano ai loro eventi, soprattutto nell'Est Europa, dove abbiamo notato che il budget per airshow è molto più altro rispetto a quello dell'Europa occidentale.

Riuscite a mantenervi con i voli privati che organizzate? Vi è mai arrivata una proposta da un main sponsor?

La nostra azienda non può mantenersi solo con il ricavato dei voli privati e degli air show: il costo di gestione di un team del genere è quasi di 1 milione di euro all’anno tra carburante, assicurazione e manutenzione. Senza contare poi che essendo una pattuglia professionale abbiamo 6 piloti e 12 tecnici full time con uno stipendio annuo.

Per quanto riguarda un main sponsor, non so se ci sia stata una proposta ma vedo che la tendenza è quella di non concederci troppo. Vedo cosa succede con Breitling che ha sostenuto molto tempo la pattuglia con 2 milioni di euro all'anno per poi scendere… una volta che hai uno sponsor di questo tipo sei completamente nelle loro mani.

In 10 anni di Baltic Bees non c'è mai stato l'interesse a trovare un'azienda primaria che coprisse tutte le spese, forse proprio per non cedere la sovranità sulla pattuglia. Sono 10 anni che funziona bene così, quindi perchè cambiare?

Tra le altre cose non vi ho ancora detto che aggiungeremo presto il 7° velivolo: l’idea, se tutto va bene, è quella di presentarci il 4-5 agosto in 7 aeroplani.

Un italiano in Lettonia...

Io sono arrivato in Lettonia nel 2011 dopo aver tentato di entrare in AM senza successo. Mi ero preso un paio d'anni per valutare il mio futuro e decisi di andare in Lettonia per iniziare la carriera civile. Non so perchè scelsi questo paese, volevo un posto diverso dagli altri, tutti andavano a fare brevetti in America e Spagna... io invece ho iniziato il PPL lì, un posto sconosciuto ai più. La pattuglia all’epoca volava con 5 aeroplani, io venni in contatto con il leader (siamo quasi coetanei) e l'anno successivo mi chiese di andare in Svezia come loro speaker: un italiano senza marcato accento russo che li aiutasse anche con le public relations. Per me che volevo fare il pilota militare era gia un successo! A fine 2016 mi chiamarono per volare uno dei loro jet privati, ma dopo l’abbandono del pilota nr.6 per motivi familiari, mi chiesero se fossi interessato ad entrare nel team! Ovviamente si, ma non ero capace… mai fatto acrobazie, non avevo nessuna esperienza su jet. Decisi di provarci ed a febbraio 2017 iniziai il training con Breitling (con i quali abbiamo una collaborazione tecnica) dopodichè iniziai a volare con il nostro istruttore e solista di formazione, il nr.5 (a mio avviso uno dei migliori piloti esistenti su questo tipo di macchina) che in 2 mesi mi insegnò tutto. Il 20 maggio 2017 abbiamo fatto il primo air show in formazione di 6 aeroplani.

Come si diventa piloti dei Baltic Bees? Ci sono scuole di formazione?

No, non c'è nessuna scuola, essendo la Lettonia un paese senza aeronautica (è sotto la NATO Air Policing) dobbiamo cercarli oltre confine.

L'idea del titolare è di formare piloti giovani (io ho 28 anni) che poi possano fare esperienza e continuare. Io ed il leader siamo coetanei, mentre gli altri piloti hanno sui 50 anni ed alcuni sono ex piloti di MiG-21. Il solista ha 56 anni appena compiuti, fortunatamente resiste perchè è molto atletico, ma tirare costantemente 8G o -4G è piuttosto dura a livello fisico. La tendenza è di formare piloti anche meno esperti ma con tanta voglia di fare. D’altra parte prendere un pilota esperto ma non più giovanissimo sarebbe troppo dispendioso a livello di formazione in rapporto al minor tempo di permanenza nel team.

State attualmente selezionando piloti?

Avevamo già selezionato un 7° pilota lo scorso anno, ma considerando i ritardi del velivolo abbiamo deciso di non prendere nessuno fino a quando il jet non sarà operativo. Se il 5 agosto avremo i 7 aerei pronti, l'ex pilota nr.6 si è offerto di volare il 7° jet.

Quanti G tirate in un'esibizione? Qual'è la velocità massima del velivolo?

Il velivolo arriva ad una velocità massima di 900km/h, ma durante l'esibizione non si superano mai i 750. Il solista arriva a volare l'aeroplano nel massimo fattore di carico: virate a +8G e salite in negativo a -4G. Quando voliamo in formazione siamo sui 5G, massimo 5,5G (che dopo 3 mesi di stop si sentono!)

Realizzate un sogno, date la possibilità di volare su un caccia. Qual'è il target medio delle persone interessate a realizzare questo sogno?

A tal proposito abbiamo fatto una specie di sondaggio. Contrariamente a quanto di possa pensare, non sono tanto i piloti privati che vogliono fare quest'esperienza, ma persone che hanno un sogno nel cassetto: persone 'normalissime' che vogliono fare un'esperienza unica, che si apre e si chiude in quel giorno.

La cosa che ci contraddistingue è che possiamo far volare in formazione fino a 6 aeroplani ed è bello vedere le persone che quando scendono si meravigliano del fatto che riusciamo a fare tutto ad occhio, senza strumenti, grazie alle tecniche che ci hanno insegnato (punti di riferimento e triangolazioni).

Le persone decidono di volare con i Baltic Bees non solo per volare L-39 ma per volare l'L-39 in formazione.

Grazie mille Alessandro!

























Il Baltic Bees Jet Team è composta da Artyom “Maverick” Soloduha (Team Leader), Igor “Major” Yudkin (Left Wing), Anatoly “Maestro” Perekriostov (Right Wing), Aleksandr “Smoked” Zarins (Left Outside Wing), Valery “Godgather” Sobolev (Right Outside Wing and Solo) ed Alessadro “Giovane” Scorrano (Slot).


VIDEO


Testo e Immagini: Simona Zanetti e Matteo Sanzani

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