Curiosità: ecco perchè l'MB-339 emette una fiammata durante l'accensione
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| Il motore Viper dell'MB-339PAN emette una fiammata durante la messa in moto. |
Non si tratta ovviamente di postbruciatore, ma di una una breve e spettacolare fiammata causata dal processo di combustione iniziale del motore turbogetto Rolls-Royce Viper 632-43.
Nelle fasi iniziali di avviamento, l'iniezione del carburante (cherosene) nella camera di combustione avviene prima che la turbina abbia raggiunto i giri e il flusso d'aria ottimali. Questo genera un momentaneo accumulo e una combustione incompleta che sfoga sotto forma di fiammata visibile dallo scarico posteriore prima che il flusso termico e la pressione si stabilizzino ai valori di minimo operativo.
Quando i giri del motore (RPM) raggiungono circa il 10%, si sposta la manetta dalla posizione STOP a quella di minimo (IDLE). In questa esatta fase il carburante prende fuoco, provocando la caratteristica fiamma allo scarico, e la temperatura dei gas di scarico (JPT) sale rapidamente fino a stabilizzarsi quando il motore raggiunge i giri di minimo stabili (circa 40-41%).
Si tratta di un fenomeno ben diverso dal classico processo di postcombustione (o afterburner), che è un sistema utilizzato principalmente per aumentare temporaneamente la spinta del velivolo, iniettando carburante direttamente nei gas di scarico caldi a valle della turbina. Questa combustione aggiuntiva sfrutta l'ossigeno residuo ancora presente nei gas, incrementando la velocità di efflusso dall'ugello e fornendo una spinta extra che può superare il 50% della spinta massima standard del motore.
Nelle fasi iniziali di avviamento, l'iniezione del carburante (cherosene) nella camera di combustione avviene prima che la turbina abbia raggiunto i giri e il flusso d'aria ottimali. Questo genera un momentaneo accumulo e una combustione incompleta che sfoga sotto forma di fiammata visibile dallo scarico posteriore prima che il flusso termico e la pressione si stabilizzino ai valori di minimo operativo.
Quando i giri del motore (RPM) raggiungono circa il 10%, si sposta la manetta dalla posizione STOP a quella di minimo (IDLE). In questa esatta fase il carburante prende fuoco, provocando la caratteristica fiamma allo scarico, e la temperatura dei gas di scarico (JPT) sale rapidamente fino a stabilizzarsi quando il motore raggiunge i giri di minimo stabili (circa 40-41%).
Si tratta di un fenomeno ben diverso dal classico processo di postcombustione (o afterburner), che è un sistema utilizzato principalmente per aumentare temporaneamente la spinta del velivolo, iniettando carburante direttamente nei gas di scarico caldi a valle della turbina. Questa combustione aggiuntiva sfrutta l'ossigeno residuo ancora presente nei gas, incrementando la velocità di efflusso dall'ugello e fornendo una spinta extra che può superare il 50% della spinta massima standard del motore.
A causa dell'elevato consumo di carburante, i piloti attivano il postbruciatore solo per brevi periodi in situazioni specifiche, come decolli da portaerei o piste corte, manovre evasive o combattimenti aerei (dogfight) e superamento del muro del suono (regime supersonico), sebbene alcuni caccia moderni possano farlo senza postbruciatore (supercruise).
Autore: Matteo Sanzani




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